Molte persone si collegano ad Internet e navigano con il proprio browser visitando i siti preferiti, ma raramente si chiedono cosa sia il Web, probabilmente spaventati dal ricordo delle cose astruse e complicatissime lette o sentite.
Altre persone, pur sapendo cosa è il web, non si chiedono dove esso va, e cioè quali possono essere i suoi futuri sviluppi, ritenendo erroneamente tale aspetto di nessuna utilità pratica. Ed invece sono convinto che esso rappresenta un argomento da non sottovalutare, perchè può consentirci di ampliare il campo delle possibili scelte personali.
Per descrivere in modo semplice il web di ieri, di oggi e di domani, conviene che riporti in questo articolo ciò che ricordo delle ultime chiacchierate sul web fatte con varie persone.
Per il web di ieri è sufficiente ciò che ho spiegato al mio nipotino Alex.
Per il Web di oggi potrebbe bastare un flash dei miei interessi attuali sul web.
Per il web di domani, se proprio volete annebbiarvi un pochino la mente, potrei riferirvi delle ”tirate” del mio amico Alberto non appena mi incontra.
Il Web di ieri (web 1.0).
Mio nipote Alex a scuola fa un po di informatica, e gli avranno spiegato qualcosa del web.
Alex
Nonno, che cosa è il web?
Nonno
Prima di dirti che cosa è il web, conviene ricordare, anche solo un cenno, che cosa è Internet. Come già sai, Internet è la rete mondiale di computer, che comprende tanti tipi di computer, sia pc come quello che tu utilizzi per le tue ricerche, sia altri particolari computer detti server.
Ora, il web è un servizio di Internet. I server web, dislocati nei siti che noi visitiamo, forniscono le informazioni che tu chiedi dal tuo pc. I server possono svolgere molte funzioni, per cui conviene pensare ad essi come ad una famiglia di server. A te basta sapere che essi servono da contenitori di informazioni, che vengono richieste da pc come il tuo, che viene detto client; più client possono collegarsi al server ciascuno per conto suo mediante particolari programmi detti browser; il tuo browser è Internet Explorer 7.0
Riepilogando, Internet è come l’insieme di tutte le autostrade del mondo, ed il Web è come l’insieme delle stazioni di servizio di tali autostrade, con la differenza che le stazioni di servizio forniscono carburante, o giornali, caffè, o altro, mentre i server forniscono solo informazioni.
Un altro servizio importane di Internet è la posta elettronica. Ora, il web e la posta elettronica sono i servizi più diffusi ed utilizzati di Internet.
Uno dei principali motivi dell’enorme sviluppo del web è dovuto all’impostazione geniale del suo inventore, Tim Berners-Lee, che non volle brevettare la sua invenzione, per cui oggi l’accesso ad Internet è di pubblico dominio, e tutti i ricercatori ed i gruppi di ricerca sono liberi di contribuire allo sviluppo del web. Tim Berners-Lee è anche il Presidente del W3C, un Consorzio di livello mondiale, che coordina tutte le attività relative al web, favorendo lo sviluppo di standard.
Alex
Nonno, scusami, ma non capisco una cosa. Tu mi dici che Internet è una rete mondiale di pc; il maestro a scuola mi dice che il web è la rete delle reti. Sembrate strani pescatori che, dopo aver scaricato disordinatamente le reti dalle loro barche, magari pretendono che qualcuno le sistemi per bene.
Nonno
Hai ragione. Questa confusione nasce dal fatto che il grande sviluppo del web ha indotto molti a pensare che Internet e il web sono la stessa cosa, mentre invece, come ti dicevo poco fa, il primo è una struttura, mentre il secondo è un servizio di tale struttura.
Però, non ti ho ancora parlato di alcuni fatti fondamentali che appartengono alla storia della nascita del web.
Come ti ho detto, il web fu inventato agli inizi degli anni ‘90 da Tim Berners-Lee, che lavorava come fisico al CERN di Ginevra. Tim si chiese che cosa si potesse fare per avere sotto mano tutte le informazioni interessanti del CERN. Dopo averci pensato su, presentò ai suoi dirigenti una proposta di gestione delle informazioni, basata su due concetti importanti: l’ipertesto, e la multimedialità.
Non ti spaventare.
Partiamo dall’ipertesto. Se leggi un libro, cioè un ‘testo’, hai solo due alternative: o leggerlo tutto, pagina dopo pagina, o abbandonare la lettura. Se invece ricerchi un argomento su Internet, di clic in clic costruisci la tua conoscenza, però non come sul libro, ma facendoti guidare dal significato delle parole chiave, dette in inglese ‘link’, e cioè i collegamenti ipertestuali. Allora, devi pensare al web come ad una rete formata da tanti nodi collegati tra loro mediante percorsi, dove ciascun nodo è una pagina web, e ciascun percorso è il link (o collegamento ipertestuale), e quando fai clic su una parola chiave che ritieni interessante, con quel clic passi dalla pagina corrente ad un’altra ad essa collegata.
In definitiva, il web, diminuitivo di Worl Wide Web, che significa ragnatela attorno al mondo, è formato appunto da tutte le pagine web immagazzinate nei server web di tutto il mondo, e collegate tra loro. Quindi, non un solo percorso, pagina dopo pagina come il libro (testo), ma un gran numero di percorsi a seconda delle tue scelte (ipertesto); e poichè Internet è la rete mondiale dei computer, e il web è la rete delle sue pagine tra loro collegate, ecco il motivo per cui definiamo il web la rete delle reti.
Alex
Nonno, il fatto delle reti non mi era chiaro, ma il fatto delle parole chiave, dell’ipertesto globale, e tutti quegli altri termini complicati, mi creano solo confusione. Per me è molto naturale il perchè dei clic, e non capisco perchè ci dobbiamo complicare la vita con tutte queste parole difficili. Piuttosto, parlami della multimedialità.
Effettivamente, senza entrare nelle complesse e continue discussioni di importanti Autori sulle relazioni tra testo, ipertesto e intelligenza umana, mi interessa sottolineare la semplice verità che è alla base dell’affermazione di Alex: il pc e il clic esistevano già alla sua nascita, come per me la bici. Ed è questo, assieme al fatto che effettivamente esiste un’analogia tra rete neuronale della mente umana e il sistema dei collegamenti ipertestuali, che fa la differenza.
In definitiva, per Alex non occorre una spiegazione del perchè dei clic, come per me non occorreva una spiegazione fisica del mio equilibrio sulla bici in corsa: tutto naturale!
Invece, non sarebbe affatto naturale che io, come autore del presente articolo, non collaborassi con la naturale curiosità di un lettore attivo , ad esempio, sul potenziamento o meno dell’intelligenza umana utilizzando i collegamenti ipertestuali.
Ma ora, seguendo l’invito di Alex, cerchiamo di rispondere alla sua domanda sulla multimedialità.
Nonno
La multimedialità di una pagina web consiste nel fatto che i suoi contenuti possono essere formati non solo da semplice testo, ma anche da immagini, animazioni, audio/video, ecc. Però, le pagine del Web 1.0 di cui stiamo parlando erano formate solo da testo ed immagini, e poi, sopratutto, erano statiche.
La sostanziale differenza tra web 1.0 e web 2.0 consiste appunto che il primo è formato da pagine statiche ed il secondo da pagine dinamiche. Tralasciando gli aspetti tecnici, diciamo che una pagina è dinamica se ti consente di divertirti a quei giochi in cui ci sono più giocatori o personaggi, ed in cui puoi vincere o perdere a seconda delle mosse che fai; dinamica è la pagina web che consente a papà tuo di comprare qualcosa su Internet, o per fare una qualsiasi prenotazione, o semplicemente vedere che tempo fa il giorno appresso.
Alex
Ma nonno, mi stai dicendo solo cose che già so…!
A questo punto, sento che la mia immagine di nonno è seriamente compromessa, e cerco di correre ai ripari con questo bel discorsino sulla interazione tra client e server; naturalmente, per fare colpo, mi esprimerò con bei paroloni tecnici, … assolutamente ed esclusivamente tecnici.
Nonno
Il funzionamento del web si basa su una interazione tra un client ed un server. Il protocollo di comunicazione tra client e server si chiama http, e HTML è il formato speciale con il quale le pagine vengono memorizzati sul server.
Il client (detto anche browser, ‘navigatore’, ad es. Internet Explorer) risiede sul tuo pc, e rappresenta l’interfaccia grafica tra l’utente (cioè tu) ed il server. Le sue funzioni principali consistono nel ricevere i comandi dell’utente, richiedere al server la pagina che si desidera, che viene ricercata e, se esiste, viene consegnata al browser; quest’ultimo a sua volta interpreta il formato della pagina e la visualizza sul monitor dell’utente.
Vedo Alex che mi guarda sorpreso. Non ha capito niente, ma la mia immagine è salva.
Intanto, qualcuno sta bussando alla porta. E’ l’altro Alessandro della porta accanto, che vorrebbe giocare un pò con lui.
Alex
Nonno, ..
Nonno
Ma certo, Alex, vai.
Cicerone80.
Nota. Ho suddiviso l’articolo “Dove va il web?” in tre parti: web 1.0, web 2.0, e web 3.0; il prossimo articolo uscirà tra qualche giorno con il titolo “Web 2.0″.
Tag: Internet, Link, multimedialità, Tim Berners-Lee, Web, web 1.0, web server


Novembre 20, 2008 alle 4:32 pm |
il Web va dove lo portiamo noi
Novembre 24, 2008 alle 8:03 pm |
Certo, sono d’accordo con te, ma occorre anche capire e discutere dove lo vogliamo portare.
Cicerone80