Cicerone80, alias Zeferino

By zeferino

Qualcuno  mi ha chiesto se Zeferino è un nome o un cognome, e il perchè di quell’80 aggiunto al mio nickname.
Poichè questo articolo ‘ Dove va il web? ‘ è piuttosto lungo e faticoso, approfitto della domanda per concedermi una breve pausa, e risponderò nel modo più breve possibile.

Per il nickname è presto detto.
Quando frequentavo il liceo classico (che tempi!), mi piaceva leggere qualche passo di Cicerone, di cui ammiravo la grande eloquenza.
Poi, dovendo scegliere un nickname per loggarmi e presentarmi nelle varie comunità che frequento, provai a scegliere Cicerone, ma c’era già.
Allora, provai con Cicerone1, idem! … poi con Cicerone2, idem! …
Per non perder tempo, provai a saltare a Cicerone80, … e Cicerone80 fu!

Per Zeferino, il discorso è un pò più lungo.
Diciamo subito che è un nome. D’accordo, un nome poco usato, per cui il prof di Storia mi chiamava Solferino ( battaglia di Solferino e San Martino), alcuni intimi Zef (in analogia alle considerazioni sul “Massimiliano/Ugo” del grande Massimo Troisi, e cosi via, … ma non un cognome, cavolo!

Ovviamente, come italiano del Sud, mi chiamo Zeferino perchè mio nonno si chiamava Zefferino. Per giunta, per mio nonno le date del compleanno e dell’onomastico coincidevano (26 Agosto), ed anche per me (ma l’anno non ve lo dico).
Entrato nell’età della ragione, una volta chiesi a mio padre: “Perchè Zeferino e non Zefferino ?”.  E mio padre: “Tuo cugino, nato otto giorni prima di te, è Zefferino. Ma tu sei nato nello stesso giorno di mio padre, e mi pare giusto averti chiamato Zeferino, anche per evitare ambiguità anagrafiche”.
Quindi, nessun scampo. Primogenitura maschile per mio cugino, coincidenza per me, considerato oltretutto che la variante Zeferino esiste (ndr. usato in Spagna).

Per darvi un’idea di quanto sia poco usato questo nome, vi racconto un fatto.
Il mio più grande amico, Giosuè, quando andò a fare il servizio di leva a Milano, ebbe a litigare con un’altra recluta, per cui entrambi per punizione furono mandati a bucciare patate.
Tra una patata e l’altra, Giosuè scoprì che il compagno di punizione si chiamava Zeferino, cosa per lui incredibile visto che mi diceva spesso che solo io mi chiamavo così sulla faccia dela terra; ma poi, credo che io e lui siamo stati e siamo grandi amici proprio perchè di caratteri diversi; lui segno del Leone, irruente, istintivo, estroverso, io segno della Vergine, riservato, riflessivo. Premesso ciò, non appena finite le patate, Giosuè quella sera stessa, in libera uscita, entra nel primo tabacchino e di getto scrive ed imbuca una laconica cartolina postale: ”Ho sbucciato le patate con un Zeferino!”

Poi, alcuni giorni fa, mia moglie mi mostra un articolo sul settimanale Gente, e mi dice: “Leggi qua, anche Zefferino Monini, quello dell’olio, aveva un nonno che si chiamava Zefferino”.
Leggo infatti che in quel di Spoleto la Monini venne fondata nel 1920 da Zefferino (nonno ed omonimo dell’attuale titolare), leggo anche sull’olio cose che già so  e che ho anche scritto (L’olio di oliva).
A questo punto, ho fatto un salto su Google, e mi sono documentato.
Il primo Zefferino era papa, santo e forse martire.
Esistono parecchi Zeferino in Spagna, qualcuno anche in Italia.
Non credo che sul mio parallelo italiano esistono più di 5 Zeferini.
Se qualche Zeferino legge questo post, mi farebbe piacere conoscerlo.

Cicerone80

Lascia un commento