Archivio per la categoria ‘Uncategorized’

appunti volanti sul blog

Gennaio 25, 2009

Il termine diario in rete ha il suo equivalente  inglese in  ’web-log (traccia su rete)’,  sintetizzato appunto nell’acronimo blog.
Il primo blog è stato pubblicato il 23 dicembre 1997 da un commerciante americano appassionato di caccia, un certo Jorn Barger, che – cito Wikipedia – decise di aprire una propria pagina personale per condividere i risultati delle sue ricerche sul web riguardo al suo hobby.
Nel 2001 il blog  si è diffuso anche in Italia, grazie anche ai servizi gratuiti offerti da numerosi gestori di blog, come ad esempio, per citarne qualcuno,  Blogger, Splinder, Libero, LiveJournal, e  WordPress. 

Di WordPress esistono  più versioni, una gratuita,  e altre, di livello e prezzo crescente, a pagamento.
La versione gratuita di WordPress,  disponibile peraltro  anche in lingua  italiana, è sostanzialmente un buon programma di pubblicazione guidata,  mediante il quale un neofita può  facilmente creare automaticamente una pagina web  senza conoscere necessariamente il linguaggio HTMl; e però offre al contempo anche una parziale piattaforma di gestione autonoma.
Le piattaforme a pagamento consentono all’utente, che ha le necesssarie competenze,  di creare un blog in piena autonomia.  

L’enorme sviluppo del blog non accenna ad arrestarsi. Esso viene usato ormai da tutti. Infatti, non esiste il blog, ma  tante tipologie di blog: personale (il più diffuso), collettivo, di attualità, aziendale, politico, tematico, directory (raccolta di link su un argomento specifico), e ancora blog che pubblicano, anzichè testi, foto o audio o video, ecc.

Lo scopo  principale di questo articolo  è quello di esprimere qualche opinione o idea maturata in circa due anni di esperienza di blogger; in definitiva,  voglio descrivere come  io vedo  il blog, nella sua concretezza sperimentale ed evolutiva, per i suoi contenuti e le sue potenzialità, per i suoi possibili ruoli.

Il mio hobby preferito è il web. Lo coltivo da un paio di anni,  e  mi auguro di poterlo fare ancora, con l’aiuto del Cielo, fino alla partenza.
Utilizzando solo HTML  e CSS, ho costruito un sito web prevalentemente statico, Un prof, una panchina, in cui ipotizzo una panchina virtuale dove poter chiacchierare con chiunque lo desideri, tenendo presenti due temi di fondo ed un criterio.
h_mantonioni130_93Il primo tema è quello della incomunicabilità sociale dei nostri tempi, genialmente descritto nei suoi film dal regista Michelangelo Antonioni (Ferrara, 29 settembre 1912 – Roma, 30 luglio 2007).
Il secondo tema è questo: a parer mio, è bello tutto ciò che è fatto bene e che piace. Nel sito prendo a prestito ciò che ebbe a dire al h_jrejnolds95_124riguardo Joshua Reynolds (a destra un suo lavoro), pittore dell’800: “la bellezza, di cui tutti siamo alla costante ricerca, è generale ed intellettuale; essa risiede nella mente; l’occhio non la percepisce mai”.
Il criterio è quello della libertà intellettuale, che deve accompagnare ogni nostra ricerca.

Il blog è più duttile e flessibile del sito, e inoltre è  molto più interattivo. I social network puntano sul blog per favorire la comunicazione sociale.
Inoltre il blog, ma anche i forum, sono un ottimo strumento di autocritica.
Infatti, già su questo blog, ho detto che il mio  sito pecca di coerenza, per l’assenza iniziale di una corretta programmazione dei contenuti.  
Ad esempio, non si capisce la presenza di un  modulo di Merceologia alimentare, che sta lì semplicemente perchè lo avevo già disponibile da un  lavoro precedente.
Infine, anche a  livello tecnico, debbo trasformare il sito da pagine web statiche  a dinamiche. Ma il percorso è  lungo: ho imparato il linguaggio PHP; ora sto imparando Javascript studiando  il grosso lavoro open source delle  Google maps. Quindi, ristrutturazione generale sia  dei contenuti del sito che della loro presentazione, per migliorare  blog e sito, per perfezionare il proprio hobby.

 
La grande varietà dei contenuti della  blogosfera non deve poi meravigliare. Si tenga conto che la mente umana, come affermo nel mio articolo, non solo è estremamente complessa (la cosa più complessa dell’ Universo), ma ha  anche la caratteristica di essere specifica per ogni persona, per cui ogni essere vivente è un’ isola a se, irripetibile. Se poi si tiene conto che gli interessi cambiano con l’età,  che ci sono persone capaci di dedicarsi ad un solo hobby in tutta la loro vita, e altre invece che ne hanno parecchi, o che li cambiano, allora non deve meravigliare la sterminata varietà di argomenti presenti nei blog.
Personalmente, ho la tendenza a interessarmi anche di altri hobby per brevi periodi di  tempo, per poi tornare al mio hobby preferito; una specie di  vacanza, distrazione, ed anche un modo per condividere esperienze altrui.

La Cucina! Tutti siamo interessati alla Cucina.

Il sole a tavola
Il sole a tavola

Intanto, noi siamo ciò che mangiamo, nel senso che siamo fatti degli stessi nutrienti che ingeriamo con i cibi, dalla cui buona qualità dipendono in definitiva la nostra salute ed il nostro benessere.
Poi, ad un livello superiore, ci sono i sensi del gusto, dell’olfatto, della vista e del tatto, ed un piatto ben cucinato li deve soddisfare tutti.
Diciamolo pure. Ciascuno di noi, davanti ad un bel piatto, è un poeta inespresso. In definitiva, un Piatto di cucina, se è ben fatto e piace, è bello (volgarizzazione dell’aforisma di Joshua!).

 Ogni blogger è un’isola a se, ci sono tanti argomenti da condividere, e però ci sono ancora altri argomenti di cui dovremmo discutere, ma non in questo post che è già piuttosto lungo, se vogliamo contribuire alla crreazione di una blogosfera più evoluta.

Ora mia moglie, appassionata di cucina e discreta cuoca , ma non interessata al  web, e tanto meno al pc, mi sta chiamando per andare a pranzo.
Spengo il pc, e, avviandomi  verso la stanza da pranzo,  mi appresto coscienziosamente a verificare l’aforisma di Joshua Reynolds.

ricordo una partita di tennis…

Gennaio 22, 2009
un doppio mitico

un doppio mitico

Ieri ho ricevuto una telefonata da Cecilia, un’amica che, in anni più verdi, talvolta incontravo quando si andava a giocare  a tennis da Nino, nostro comune amico, e proprietario di un bellissimo campo  in terra battuta.
All’epoca, eravamo  un bel gruppetto. Partite mitiche, accanitissime; se qualche volta non si riusciva  a giocare, comunque si stava lì assieme a chiacchierare, a seguire la partita in corso, o a organizzare  qualcosa, ad esempio una cenetta tra amici.
Insomma, bei tempi. Conservo ancora una foto in cui ricevo da Corrado Barazzuti una coppa  vinta assieme a lui nella finale amichevole di  un doppio di tennis. Quella estate Corrado villeggiava ad Agropoli, dove aveva i parenti di Barbara, la sua fidanzata, e veniva anche lui a Paestum  a giocare a tennis da Nino.
Così un giorno decidemmo quel doppio di tennis. Io giocavo con Corrado,  mentre i nostri  avversari erano Barbara, seconda categoria femminile, ed un impiegato di banca di cui non ricordo più il nome,  molto bravo, anche se dilettante. Insomma, il meno bravo ero io.
Lo ricordo ancora. Perdevamo 3 a 0, perchè entrambi gli avversari astutamente giocavano su di me, ed  io guardavo di sottecchi sia gli amici, che dai gradoni già commentavano e  preparavano gli sfottò di rito, e  sia  Corrado, cui sembrava non importasse un fico secco del risultato che si andava profilando.
Allora, durante una pausa, lo  chiamai in disparte, e gli dissi: “Corrado, guarda che se non fai qualcosa io e te si perde  6 a 0, ma  io quì perdo anche la faccia, perchè tutti sapranno,  a Paestum e anche a  Salerno,  che non sono stato capace di vincere nemeno con Barazzuti!  Però tu non credere  di farla franca. Gli sfottò di quelli (e feci cenno agli amici sornioni seduti  sui gradoni) arriveranno anche all’ EUR, dove tu ti alleni!”.
Capita l’antifona, Corrado reagì subito da campione, dicendomi: “Mettiti a fondo campo, molto a fondo campo, e  rispondi solo con pallonetti lunghi “.
Il pallonetto lungo è una palla alta che termina entro la linea di fondo campo; guai a farlo corto: l’avversario chiude rispondendo con una schiacciata al volo, un forte colpo sulla palla che scende senza aspettarne il rimbalzo.
Corrado, invece, si piazzò a centro campo, proprio all’incrocio delle linee interne del campo. La migliore strategia possibile in quel contesto: Corrado, numero due del tennis italiano (il primo era Adriano Panatta), sarebbe intervenuto su tutte le palle basse di entrambi gli avversari, io solo su quelle alte e lunghe.
Ora, nulla è semplice  nel tennis, neanche il pallonetto. 
Ricordo ancora il mio  primo pallonetto di quella partita. Ero perfettamente consapevole che quel primo pallonetto era decisivo per il buon esito del mio ruolo; nel tennis, è molto importante minare la fiducia dell’avversario al momento giusto! Allora,  stando a fondo campo, ricordo che mi piegai di lato sulle ginocchia,  la racchetta giù fin quasi a sfiorare il rosso della terra battuta,  gli occhi fissi sulla palla che arrivava, attento a prevederne la traiettoria di rimbalzo. Poi, al momento giusto, scattai su con il corpo  e colpii violentemente la palla in top spin. Carica di effetto rotatorio in avanti, la palla terminò la sua parabola appena un palmo prima della linea di fondo campo, e letteralmente  schizzò subito in alto e contro il viso del bancario, che ebbe solo il tempo di evitarla.
Se avessi fallito quel primo pallonetto, non avremmo avuto scampo. Entrambi gli avversari avrebbero giocato solo ed esclusivamente pallonetti su di me; infatti, come tutti sanno, è proprio nelle cosiddette partite di tennis amichevoli che il principio di Machiavelli - ’il fine giustifica i mezzi‘ – trova la sua massima applicazione!
E’ facile immaginare il seguito della partita. Entrambi gli avversari tentarono, inutilmente,  di passare sui lati  Corrado con lungolinea veloci. E quando ritentarono su di me con i pallonetti, era ormai troppo tardi;  storditi dalle  bordate e dalle volè di Corrado da centro campo, sfiduciati, mi facevano pallonetti poco pericolosi, che io restituivo ai mittenti stando bene attento di farli lunghi e con effetto.  Quasi a fine partita,  disubbidendo a  Corrado, mi permisi persino il lusso di  una palla smorzata, che atterrò dolcemente subito dopo la rete, mentre entrambi gli avversari, aspettandosi invece il solito pallonetto, a piccoli passi veloci arretravano a ritroso verso fondo campo.
Risultato finale: 6 a tre, per noi.

Ma ritorniamo alla  telefonata di Cecilia. Mi dice di essere interessata   ad utilizzare il suo pc, di  cui non sa  assolutamente nulla,  e  però ha tanti amici con i quali vorrebbe mettersi in contatto, ma alcuni stanno parecchio lontano, come  uno a New York, a suo dire  grande esperto di cucina!
Mi chiede cosa ne penso di questa sua idea,  ed io le rispondo di si, tutto bene, e che anzi dovrebbe attivare subito un blog.
A questo punto, mi chiede se sono disposto ad insegnarle ad usare il pc.
Accetto.

Poi ho ripensato a questo fatto del blog, e credo sia il motivo principale per cui ho accettato di darle una mano. Credo anche che l’argomento blog è interessante, e perciò ne parlerò nel prossimo articolo.

Cicerone80, alias Zeferino

Dicembre 5, 2008

Qualcuno  mi ha chiesto se Zeferino è un nome o un cognome, e il perchè di quell’80 aggiunto al mio nickname.
Poichè questo articolo ‘ Dove va il web? ‘ è piuttosto lungo e faticoso, approfitto della domanda per concedermi una breve pausa, e risponderò nel modo più breve possibile.

Per il nickname è presto detto.
Quando frequentavo il liceo classico (che tempi!), mi piaceva leggere qualche passo di Cicerone, di cui ammiravo la grande eloquenza.
Poi, dovendo scegliere un nickname per loggarmi e presentarmi nelle varie comunità che frequento, provai a scegliere Cicerone, ma c’era già.
Allora, provai con Cicerone1, idem! … poi con Cicerone2, idem! …
Per non perder tempo, provai a saltare a Cicerone80, … e Cicerone80 fu!

Per Zeferino, il discorso è un pò più lungo.
Diciamo subito che è un nome. D’accordo, un nome poco usato, per cui il prof di Storia mi chiamava Solferino ( battaglia di Solferino e San Martino), alcuni intimi Zef (in analogia alle considerazioni sul “Massimiliano/Ugo” del grande Massimo Troisi, e cosi via, … ma non un cognome, cavolo!

Ovviamente, come italiano del Sud, mi chiamo Zeferino perchè mio nonno si chiamava Zefferino. Per giunta, per mio nonno le date del compleanno e dell’onomastico coincidevano (26 Agosto), ed anche per me (ma l’anno non ve lo dico).
Entrato nell’età della ragione, una volta chiesi a mio padre: “Perchè Zeferino e non Zefferino ?”.  E mio padre: “Tuo cugino, nato otto giorni prima di te, è Zefferino. Ma tu sei nato nello stesso giorno di mio padre, e mi pare giusto averti chiamato Zeferino, anche per evitare ambiguità anagrafiche”.
Quindi, nessun scampo. Primogenitura maschile per mio cugino, coincidenza per me, considerato oltretutto che la variante Zeferino esiste (ndr. usato in Spagna).

Per darvi un’idea di quanto sia poco usato questo nome, vi racconto un fatto.
Il mio più grande amico, Giosuè, quando andò a fare il servizio di leva a Milano, ebbe a litigare con un’altra recluta, per cui entrambi per punizione furono mandati a bucciare patate.
Tra una patata e l’altra, Giosuè scoprì che il compagno di punizione si chiamava Zeferino, cosa per lui incredibile visto che mi diceva spesso che solo io mi chiamavo così sulla faccia dela terra; ma poi, credo che io e lui siamo stati e siamo grandi amici proprio perchè di caratteri diversi; lui segno del Leone, irruente, istintivo, estroverso, io segno della Vergine, riservato, riflessivo. Premesso ciò, non appena finite le patate, Giosuè quella sera stessa, in libera uscita, entra nel primo tabacchino e di getto scrive ed imbuca una laconica cartolina postale: ”Ho sbucciato le patate con un Zeferino!”

Poi, alcuni giorni fa, mia moglie mi mostra un articolo sul settimanale Gente, e mi dice: “Leggi qua, anche Zefferino Monini, quello dell’olio, aveva un nonno che si chiamava Zefferino”.
Leggo infatti che in quel di Spoleto la Monini venne fondata nel 1920 da Zefferino (nonno ed omonimo dell’attuale titolare), leggo anche sull’olio cose che già so  e che ho anche scritto (L’olio di oliva).
A questo punto, ho fatto un salto su Google, e mi sono documentato.
Il primo Zefferino era papa, santo e forse martire.
Esistono parecchi Zeferino in Spagna, qualcuno anche in Italia.
Non credo che sul mio parallelo italiano esistono più di 5 Zeferini.
Se qualche Zeferino legge questo post, mi farebbe piacere conoscerlo.

Cicerone80

Dove va il web? (Parte 2)

Dicembre 1, 2008

 Premessa.

Nella precedente puntata ho dichiarato che avrei parlato della costruzione di un database relazionale, fase fondamentale per la realizzazione di un sito a pagine dinamiche. 

Che cosa è un server?
Server in inglese significa ’servo’ e deriva dal latino servus.
Un server è una applicazione  dedicata esclusivamente allo svolgimento di determinati compiti.
Apache è un webserver per il protocollo HTTP, dedicato a raccogliere le richieste dei browser e a reperire  le pagine che esso stesso ospita.
Apache, sia sotto  Windows che sotto Linux, mette a disposizione dell’utente una cartella unica, denominata ‘htdocs’, in cui vanno messi tutti file che si intende pubblicare.

MySql e’ un RDBMS (Relational Data Base Management System), cioè un Sistema Relazionale per la gestione di basi di dati. 
Anche MySQL può essere considerato un server, dedicato però alla gestione dei dati su database. MySQL riceve istruzioni tramite il linguaggio di programmazione PHP; è compito di php gestire le richieste a MySQL e a trattare i dati così ottenuti.
Per connettersi a  MySql serve un “programma client”. Ce ne sono parecchi, ma  quelli in dotazione del PHP sono due estensioni denominate mysql e mysqli che, in collaborazione con la libreria LIBMYSQL.DLL e  ODBC, funzionano da “client di connessione” al server MySql.

E’ importante notare che Apache, MySql e PHP sono strettamente collegati tra loro ,  e lavorano assieme producendo come risultato la pagina web dinamica, completa di tutti dati necessari; di conseguenza, alcuni parametri di configurazione devono mantenere una stessa linea logica.

Utilizzare AMP (Apache+MySql+Php) rappresenta un percorso più difficile e lungo, ma in compenso si possono fare cose migliori, con un maggior controllo ed un maggior grado di approfondimento.

Utilizzare invece una interfaccia grafica è più comodo e veloce, ma pone maggiori  limitazioni.
Io ho usato PhpMyAdmin, scritto appunto in php, e che consente di creare e gestire database.
Anche la cartella contenente i db creati con PhpMyAdmin, e che possiamo chiamare appunto phpmyadmin, deve essere “inserita sotto “htdocs”; ad essa si accede digitando nella barra degli indirizzi del browser: http://localhost/phpmyadmin.

Ho seguito entrambe le strade.
Per di più, applicando le direttive contenute nell’ottima “pillola” di piero.mac, dal titolo Caratteristiche aggiuntive di PhpMyAdmin, posso creare anche db relazionali (cosa non possibile nella versione standard).
Infine, avendo l’accortezza di dare lo stesso nome sia al database creato con PhpMyAdmin che a quello creato utilizzando i connettori di Php al server MySql, e cioè mysql e mysqli, mi sono avvalso di entrambe le risorse, le cui potenzialità sono per me ancora per la maggior parte inesplorate! Mi chiedo: cosa non si può fare creando le fondamenta con PhpMyAdmin ed i piani alti con script php?

Il successivo paragrafo può interessare solo qualche neofita interessato alla realizzazione di un ambiente per la creazione e gestione di un database.
Chi non lo è, salti direttamente al Web 2.0, parte 2.3.

Installazione e configurazione di Apache 2.2, PHP 5.0 e MySQL 5.0 su XP.

Apache 2.2
1. Download: apache_2.2.10-win32-x86-no_ssl.msi
2. Installazione. Lanciare l’installer scaricato e seguire le istruzioni (Accetto; Read; Server information: localhost (NetworkDomain), localhost.local (ServerName), nome.cognomei@mioHost.it (e-mail Admin), for all Users, porta 80; Typical; cartella di installazione: C:\Programmi\Apache Software Foundation\Apache 2.2; Backup di sicurezza del file httpd.conf, che sta nella sotto-cartella conf di Apache 2.2
3. TEST
TEST n. 1: facendo clic_destro sull’icona di Apache (piuma con estremità verde), esce la finestra di Apache Service Monitor, che consente di avviare o arrestare il Web Server;
TEST n. 2: Facendo clic su: Start / Tutti i programmi / Apache HTTP Server 2.0.55, sono possibili le seguenti azioni: editare hpttd.conf, eseguire il Test configuration, controllare il server Apache (Start, Stop, Restart), Review Access Log, Review Error Log, Apache Online Documentation).
TEST N. 3 – “Digitare nella finestra degli indirizzi del browser: http://localhost. Se tutto è OK!,compare la scritta: It works!

MySQL 5.0
1. Download:
2. Lanciare l’installer e seguire le istruzioni a video: Typical; cartella di destinazione C:\Programmi\MySQL\MySQL Server 5.0\; Install; SI a Configura MySQL ora.
3. Alla fine dell’installazione scegliere di configurare il server
     3.1. Scegliamo l’opzione “Detailed Configuration”
     3.2. Impostare la tipologia come “Developer Machine” (uso principale in locale)
     3.3. Al passaggio successivo selezionare “Multifunctinal Database”
     3.4. Lasciare invariato il passaggio successivo (InnoDb)
     3.5. N° connessioni server approssimativo: 20
     3.6. Poi, selez. entrambe le opzioni, e  porta di connessione al database = 3306 
     3.7. Impostazione caratteri: “Best Support for Multilinguism”
     3.8. Selezionare: “Install as Windows Service” e “Launch the MySQL server automatically”
     3.9. Password: **********; creazione utente anonimo: SI, anche se non è molto prudente.
4. Test: Start/Programmi/MySQL/MySQL Server 5.0/MySQL Command Line Client; inserire la password digitata all’atto della configurazione; dopo Invio, esce il messaggio di benvenuto, assieme ad alcune informazioni utili, ed il prompt di mysql (provare per primo il comando help, e poi status, ecc.)

PHP 5.0

1. Download di PHP 5.0
2. Installazione: Estrarre i files in C:/php
3. Rendere Php disponibile nel sistema:
    3.1. Pannello di Controllo / Sistema / Avanzate / Variabili d’ambiente / Variabili di      Sistema, cliccando due volte sulla variabile Path e una volta su Modifica, in fondo alla stringa contenuta nella variabile Path aggiungiamo ;C:\php, facendo attenzione a separare il valore dal precedente con un punto e virgola e a non lasciare spazi prima di ;C:\php.
    3.2. Riavviare il pc.
4. TEST: Dopo aver riavviato il pc, fare in successione clic su : Start / Esegui e lanciare il comando cmd. Nella finestra DOS, digitare dopo il prompt: php –v. Il messaggio che esce assicura che il sistema ha tutte le informazioni necessarie su come raggiungere l’interprete Php.
5. Integrazione di Php come modulo di Apache:
   5.1. Aprire httpd.conf con Blocco Note, e inserire alla fine della lista dei “LoadModule” questo codice:
          5.1.1. LoadModule php5_module c:/php/php5apache2_2.dll
          5.1.2. AddType application/x-httpd-php .php
          5.1.3. PhpIniDir “C:/php”
  5.2. Aggiungere index.php alla DirectoryIndex, modificandola come segue: DirectoryIndex index.html index.php
  5.3. Salvare tutte le modifiche
6. Personalizzazione del file Php.ini
   6.1. Tornare alla directory C:\php, rinominare il file php.ini-recommended in php.ini, e salvarne una copia.
   6.2. Aprire con Blocco Note php.ini, e applicare le seguenti tre modifiche:
          6.2.1. Per prima cosa, occorre trovare la direttiva extension_dir e cambiarla come segue: extension_dir = “C:/php/ext”
         6.2.2. display_errors = Off, va cambiato così: display_errors = On
         6.2.3. decommentare ;session.save_path = /tmp, e modificare così: session.save_path = C:/php/sessionfiles (sessionfiles è una directory vuota che occorre subito creare sotto C:\Php)
6.3. RESTART di Apache
         6.3.1. Test finale con phpinfo: Creare il seguente script: , e salvarlo in htdocs con il nome “test.php”, e poi lanciarlo con il browser con il seguente indirizzo: http://localhost/test.php. Se qualcosa fosse andato storto, eliminiamo i file httpd.conf e php.ini modificati, ripristiniamo quelli di backup e ripetiamo tutte le operazioni dall’inizio.

I connectors mysql e mysqli

1. Download
2. Estrarre I files appena scaricati nella cartella /ext di php (dove ci sono le estensioni sovrascrivendo le precedenti)
3. Ora, nel file php.ini aperto in precedenza decommentare le estensioni di mysql e di mysqli come segue:
      3.1. extension=php_mbstring.dll
      3.2. extension=php_mcrypt.dll
      3.3. extension=php_mysql.dll
      3.4. extension=php_mysqli.dll
      3.5. php_gd2.dll (per le immagini, già decommentata precedentemente)
4. Salvare.

Installazione e configurazione di PhpMyAdmin.

1. Download
     1.1. Scegliere all-languages.zip (kb 4.402): http://prdownloads.sourceforge.net/phpmyadmin/phpMyAdmin-3.0.0-alpha-all-languages.zip?download (download in atto; se problemi, seguire le indicazioni della pagina SourceForge.net)
2. Scompattare in C:/Programmi/Apache Software Foundation/Apache 2.2/htdocs. Rinominare la cartella creata con lo scompattamento con il nome di phpmyadmin
3. Aprire con WordPad (Blocco Note non va bene!) il file config.default.php, che sta in libraries; questo è il file di configurazione di PhpMyAdmin.
4. Configurazione di PhpMyAdmin (modifiche al file config.default.php):
     4.1. $cfg['PmaAbsoluteUri'] = ‘http://localhost/phpmyadmin/’;
     4.2. $cfg['PmaNoRelation_DisableWarning'] = true;
     4.3. $cfg['Servers'][$i]['host'] = ‘localhost’;
     4.4. $cfg['Servers'][$i]['port'] = ”;
     4.5. $cfg['Servers'][$i]['socket'] = ”;
     4.6. $cfg['Servers'][$i]['connect_type'] = ’socket’;
     4.7. $cfg['Servers'][$i]['extension'] = ‘mysql’;
     4.8. $cfg['Servers'][$i]['compress'] = false;
     4.9. $cfg['Servers'][$i]['controluser'] = ”;
     4.10. $cfg['Servers'][$i]['controlpass'] = ”;
     4.11. $cfg['Servers'][$i]['auth_type'] = ‘config’;
     4.12. $cfg['Servers'][$i]['user'] = ‘root’;
     4.13. $cfg['Servers'][$i]['password'] = ‘**********’;
     4.14. $cfg['Servers'][$i]['only_db'] = ”;
5. Salvare (ma si perde la formattazione), e riavviare il sistema.
6. Test finale: http://localhost/phpmyadmin/index.php
7. Leggere la documentazione ufficiale: http://www.phpmyadmin.net/documentation/
8. Implementare la configurazione per accedere alle funzionalità  avanzate.

Hello world!

Aprile 24, 2008

Welcome to WordPress.com. This is your first post. Edit or delete it and start blogging!